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Si
intitola Oblivion in seguito di Morrowind, entrambi facenti parte della serie
chiamata The Elder Scrolls, le cui origini risalgono al lontano 1994, ma che
solo con Morrowind ha trovato il salto di qualità. Questo nuovo GdR ambientato
nel vastissimo impero di Tamriel, le avventure della saga TES traggono
ispirazione, dal classico “Dungeons & Dragons”, dalle atmosfere della Roma
imperiale e da quel genere di tecnologia fantastica che ci aspetteremmo nel
Rinascimento.
Tecnicamente
Oblivion mostra allo stato attuale di sviluppo tre punti di interesse:
Il primo è
rappresentato dalla straordinaria grafica, realizzata con un motore grafico
creato appositamente da Bethesda. I programmatori sono ancora indecisi sul
genere di hardware necessario per far girare il gioco, invece è certo che
Oblivion sarà pubblicato sia per PC che per console.
A gestire le
leggi fisiche del mondo c’è una vecchia conoscenza dei videogiocatori: Havok,
che abbiamo già ammirato in altri capolavori. Potremo sicuramente aspettarci una
versione ancora più sofisticata di questo gioiello tecnologico. L’Havok gestirà
la reazione degli oggetti alle nostre azioni (dalla traiettoria delle frecce
scagliate con l’arco, agli effetti delle magie basate sulla telecinesi).
Il terzo ed
ultimo elemento è l’invisibile ma è tra i più importanti elementi che deve
disporre un GdR: l’intelligenza artificiale. Per Oblivion, è in fase di sviluppo
un modello avanzato che consente la gestione dei personaggi non giocanti (PNG)
chiamato “Radiant Al”. Questo strumento permette di definire individualmente il
“carattere” di ogni personaggio attraverso i bisogni e i desideri che egli vuole
soddisfare. Gli eroi e i cittadini comuni che incontreremo nell’avventura
andranno a dormire, al lavoro e perfino in chiesa. Inoltre, riconosceranno il
protagonista, avranno memoria di quanto fatto in passato e reagiranno nei suoi
confronti in modo appropriato. In tal modo potremo essere assaliti da nemici che
ci saremo fatti, o daremo ordini a qualche sottoposto. Il risultato è che si
apriranno intere nuove avventure basate unicamente sull’interazione tra noi e i
personaggi.
L’intelligenza
artificiale verrà gestita in modo ancora più avanzato: il comportamento dei
nemici in battaglia e riusciranno a scivolare alle nostre spalle, a usare vari
tipi di attacchi e parate, a fuggire, e perfino a implorare pietà. Anche
l’esperienza di combattimento per giocare verrà rivoluzionata e Bethesda sta
considerando l’idea di introdurre nuove mosse, che verranno apprese gradualmente
dal personaggio.
Oblivion
manterrà la struttura “aperta” si tutti i titoli precedenti, consentendo al
protagonista di esplorare il mondo e affrontare le vicende nell’ordine
desiderato, anche se la trama principale avrà complessivamente più peso.
L’inizio ci porterà nella provincia-capitale di Cyrodil, ove l’imperatore di
Tamriel sarà stato appena assassinato. Il trono sarà vacante e saremo noi ad
assumere il compito di scoprire dove di trovi l’unico erede. La mancanza di
un’imperatore provocherà la rottura dei sigilli di Oblivion, gli “inferi” di
Tamriel, e i demoni traboccheranno nel mondo assalendo città e villaggi – in una
guerra senza tregua che potrebbe portare alla distruzione dell’intero
continente.
La creazione
del nostro personaggio sarà improntata sulla massima libertà e inizieremo sia
scegliendo una professione e una razza predefinite, sia “costruendo” la nostra
personale classe attraverso un sistema di definizione delle abilità.
Gli
sviluppatori parlano anche di un’area dalla superficie superiore rispetto a
quella di Morrowind, nonché molto più ricca di dettagli.
Ci saranno
numerose fazioni di cui entrare a far parte, come gilde di ladri o circoli di
maghi, e ognuna offrirà avventure appropriate e la facoltà di far carriera al
suo interno.
Ovviamente,
come in Morrowind, anche in Oblivion saranno forniti sia lo spazio necessario,
sia gli strumenti di programmazione per aggiungere al gioco una miriade di
contenuti originali creati dai fan. I veterani dei Mod per il titolo precedente
ritroveranno la necessità di utilizzare 3D Studio Max per creare modelli da
importare nel programma, ma anche un sistema di creazione delle avventure e di
gestione dei co-protagonisti molto più semplice. L’obbiettivo è di permettere a
chiunque abbia una buona idea per una storia di tradurla in termini di gioco.
Se continuerà
nel solco già tracciato Oblivion potrebbe rivelarsi uno dei migliori titoli mai
realizzati in assoluto. Però ci tocca ancora aspettare almeno fino alla prima
metà del 2006 per vederne gli esiti.
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